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Stile Luigi XIV Stile decorativo francese, in voga durante il regno di Luigi XIV (dal 1643 al 1715), che rielaborava alcuni elementi del barocco italiano. Era caratterizzato dalla magnificenza e sovrabbondanza decorativa e dall’uso di materiali preziosi: ne è tipico esempio l’arredamento della reggia di Versailles, perfetta espressione del gusto della corte. Figura di primo piano nel processo di formulazione e diffusione dello stile fu Charles Le Brun, primo pittore del re: nominato direttore della Manifattura reale dei mobili della Corona, istituita nel 1662 da Luigi XIV con sede ai Gobelins, Le Brun improntò la produzione allo sfarzo e al lusso, progettando mobili quasi interamente ricoperti da esuberanti decorazioni dorate a rilievo.

Ancora più fantasiosi ed estrosi furono gli apparati ornamentali ideati da Jean Bérain, scenografo e costumista che, nei mobili come nella boiserie, predilesse il motivo della grottesca ed elaborò un linearismo inquieto che prelude già al rococò (si parlò presto di “stile Bérain”). Più regolari ed equilibrati furono invece i modelli promossi da Jules Hardouin-Mansart e Robert de Cotte, che presero le distanze dallo stile italiano ancora predominante, a vantaggio di forme più classiche. Nel campo dell’intarsio, infine, si distinse l’ebanista André-Charles Boulle, inventore di una tecnica estremamente complessa, applicata a materiali come tartaruga, avorio, madreperla, bronzo, oro, stagno, rame, legni policromi. Vedi anche Ebanisteria.

Per quasi un secolo in Francia e nei paesi europei soggetti all’influenza dell’arte francese furono commissionati pezzi d’arredamento impreziositi da ghirlande, mascheroni e cornici a rilievo, realizzati secondo i modelli della manifattura reale; grande successo ebbero i mobili progettati dagli ebanisti italiani Filippo Caffieri e Domenico Cucci, entrambi convocati a lavorare per la corte dal cardinale Mazzarino.

 
 
 
 
 
 
 
 
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